Si fa gran plauso a Silla per aver deposta la dittatura ch'era la somma (?) in Roma, e per essersi ritirato a casa da privato. E perché non si ammira egualmente Marco Aurelio il filosofo, il quale, obbedendo alla volontà di Antonino, prese per socio nell'impero L. Vero, e visse in buona concordia con lui, che tanto da lui dissomigliava? È opera meno magnanima il dividere il comando che il renunziarlo? Il dividerlo, lo spartirlo importa o non apprezzarlo, o saperne conservare la sua parte. Ma un compagno come L. Vero poteva dar tanto da temere ad Aurelio, quanto a Silla la memoria delle sue crudeltà. Ma gli uomini di rado sono giusti.
Tempo ameno.