pelli delle quali gran commercio se ne faceva in Lombardia nel 1200 (ved. il Muratori diss. 25). La moda si estese fino negli ecclesiastici, e nelle monache, onde a queste bisognò vietare nel concilio di Londra del 1127 il servirsi delle pelli più preziose cosa anche ripetuta nelle costituzioni del 1225 del cardinal di Sant'Angelo appresso il Baluzio lib. V miscll. e lo stesso fu prescritto ai Templari nel cap. 23 delle loro regole pubblicate dal Labbé nella sua raccolta de' concili. Ma il clima, la mutazione de' governi non permessero che continovasse assai questo costume, e restò solo l'indizio nei preti, e nei manti dei magistrati. Bensì per un tempo restò l'uso delle pelli degli animali comuni nude di pelo, e Dante, ed il Villani vantano la frugale semplicità dei nostri più gran cittadini vestiti di pelle scoperta. Poi l'arte del lanificio si stabilì talmente che di lana ebbero comodo