Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte II

Volume Ventottesimo - Parte seconda » p. 8173v

deva perdersi. La filosofia bensì ci conduce a crederla un compenso per fuggire i mali, e molte belle cose ci dice per convincerci di ciò.

Per me il suicidio è un'infermità fisica avendo cognizione di molti casi, nei quali senza vera cagione per solo tedio alcuni facoltosi inglesi si sono uccisi, e molti memorabili nelle carceri, e fra lo squallore, e gli spasimi veddi soffrire pazienti la propria incerta, e penosa esistenza. Di questi anche se ne incontrano per le vie, negli spedali, e molti per lungo tempo ne furono per tutta la Francia ammassati nelle prigioni aspettando il dì della guillottina. A render men funesta la morte poté servire l'opinione