o. A dì 26 detto martedì.
A caratterizzare il mio Montaigne da suoi Saggi, e da' suoi Viaggi sempre mi è parso un uomo molto differente. Ne' primi è un cavalier franco, virtuoso, filosofo, ne' secondi un signore vano, minuto, curiosetto. Cosa vuol dir ciò? Che scriveva i Saggi per comparire, i Viaggi per non esser letti? E quanto spesso ci dobbiamo contentare dei libri, e non internarci nella ricerca del carattere originale dei loro autori? Così è certamente di Seneca, e così doverebbe esser di Giovanni Giacomo se non avesse scritte le sue Confessioni. Io medesimo posso mostrarmi qua altro da quello, che sono fra le mura della mia casa, per quanto mi dispiacerebbe, che ciò fosse,