Io leggo un elogio disteso al Colombo dal marchese Ippolito Durazzo di Genova, e ripenso fra me se le cocenti cure che amareggiarono le soddisfazioni di quest'uomo singolare nelle sue maravigliose scoperte, dovessero piuttosto cercarsi della placida tranquillità di cui gode il filosofo oscuro, e solitario, che nel suo nido contento resta. Tanta mia apatia mi renderà ridicolo appresso coloro ai quali lo stato di quiete è una tormentosa situazione. Dunque non si tenzoni, e si lascino esser felici a lor modo quei fervidi geni, ch'esistono, vegetano, e godono fra i tumulti, se non sa invidiargli colui, che resistendo alle passioni dell'uomo, antepone