Il mio fisico è a salti buono per la mia età, mediocre, e cattivo, ma poco me ne lagno per non seccare, e poco deploro l'uso della mia bocca sempre tormentata, e del mio braccio destro con cui sempre scrivo con incomodo. Il mio spirito poi è or tranquillo per quanto mi permette l'estrema sensibilità della mia anima, che vi sente i mali altrui di ogni genere, le vessazioni, le ingiustizie poco meno dei propri
Glossa margine sinistro
"O dignitosa coscienza, e netta, / Come t'è piccol fallo amaro morso" Dante Purgatorio canto 3 vv. 8 e 9.
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o A dì 8 detto sabato.
Glossa margine sinistro
Grano scudi 45, 10, 0; olio scudi 93, 0.
Trovo veramente ogni tanto degli scrittori, che col loro stile mi incantano, e mi allettano, ma questi saranno tre centesimi perché i più sono freddi, e quando lo sono mi contento, che sieno chiari, e concisi. A proposito di ciò pongo qui una Riflessione sentimentale sopra alcuni autori, che hanno ben dipinta la lor passione amorosa
Cartiglio
Riflessione sentimentale. I più grandi amanti che conosca sono tre: Abeilardo, Petrarca, ed il conte di Mirabeau.
Anime piene di foco, dipinsero le loro passioni per Eloisa, Laura, e Sofia con tinte così calde, come quelle del pennello adoperato dal Buonarroti.
Tutti gli altri amanti antichi, e moderni, veri, o finti, in prosa, o in verso, mi paiono freddi, studiati, ed appena eccettuo Rousseau nella sua Nuova Eloisa.
Tutte le passioni hanno i loro eroi. Alessandro, Cesare lo fu dell'ambizione con qualche altro conquistatore dell'Asia.
L'amor della patria immortalò Regolo.
L'amor di Dio Filippo, Teresa.
L'amor del prossimo Giovanni di Dio portughese, e Simona Gaugain detta la Madre Francesca della Croce francese.
Martiri, ed appassionati perciò alle proprie passioni furono una folla d'infelici vittime della verità, e dell'errore che più volumi riempirebbero con i loro nomi.
Ne ha bene assai l'amore stesso, ma costoro non hanno perpetuato il loro trasporto con la penna, ma col capestro, e con lo stile.
L'uomo è mediocre in tutto se non accoppia a propri sentimenti l'entusiasmo, il solo che lo strappa dalla solitudine, e lo getta in mezzo alle fiamme come tante vittime, che novera la nostra religione nelle Felicite, nelle Agate ecc.
Quanti temperano in segreto la penna, e scrivono, ma quanti, pochi sanno piangere come Ovidio, esprimersi come Tibullo, e Orazio, vergare dolci sentimenti, come Catullo?
Le frasi sparse sulla carta non assicurano i sentimenti del cuore, è Petrarca un imbroglione, Mirabeau uno scellerato, Abeilardo...
Ma io non considero, non ripenso, che al vigore della loro anima nel manifestare gli affetti del loro cuore. Ciascuno, che ama si crede sublime, e pochi si avvedono, che sono pedestri, e comuni perché non organizzati con fibre fini, ed elastiche.
Non le aveva tali Demostene, Tullio, Bernardo, Rousseau, e non erano tessute così quelle di Platone, di Seneca, di Bossuet, di Montesquieu.
Questi troppo virtuosi, savi, padroni di loro stessi per dire più di quello, che volevano per quanto lo sapessero ben dire, non avevano quella facilità di spiegarsi, che ha il torrente di scaricar le sue acque scendendo per dirupati monti ad inondare le pianure, o a riunirsi al mare
Glossa margine sinistro
Dicono che gli amori di Meignoun, e di Leila sieno nell'Oriente tanto celebri quanto quelli del Petrarca. Sono scritti in arabo, turco, e persiano. Ved. la Biblioteca de' romanzi t. XXIII parte I. Ma gli orientali hanno altri romanzi simili molto caldi. Quelli di Cosroes et Chirin, Giuseppe figlio di Giacobbe, e La principessa Zelicka ecc.