Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte I

Volume Ventottesimo - Parte prima » p. 7808v

Dall'estrema variazione che prendono le voci stesse per il significato, e per il suono, che rendono.

Dalla conformazione degli organi della loquela in chi la insegna.

Dal genio, che hanno d'imporre con speciosa franchezza i filologi sistematici.

Dal difetto nazionale nell'esprimere le voci.

Dagli equivoci stessi che presentano gl'idiomi nell'indicare i suoni delle vocali.

Dalla mancanza di molti dizionari di tante lingue le quali non hanno scrittura.

Dall'impossibilità di sapersi oggi come si pronunziavano le lingue morte.

Dall'abito che ciascuno acquista di figurarsi la corrispondenza delle voci, e degli elementi loro con quelli del nativo linguaggio ecc.

Cento volte ho presi fra mano dei dizionari, e cento volte disanimato a cavarne costrutto. Cento volte mi è parso di ammirare le sagaci congetture del Vossio, del Ferrari, del Walon, del Menagio, di Gibelin ecc., e cento volte mi smontò il trovare i giuochi, le supposizioni loro, i loro postulati, e dubitai, che anche l'abate Hervas si sia ingannato insegnandomi come in 315 lingue si ripeta il Pater noster. Credo che con lunghissima applicazione fredda, ed industriosa si potesse scoprire la filiazione