bene al fatto delle cose del mondo convinto, che il foglio, che scrive deve istruire il genere umano, o prima, o poi, o in un modo, o in un altro. Non di rado penso a questo soggetto persuaso, che una volta le gazzette possano estendere la cultura quanto può estendersi, e possano promuovere quell'avanzamento progressivo di perfettibilità, che si promette all'uomo, e che io non mi lusingo, che sarà mai piena, vedendo tanti boschi, tanti deserti, tanti villaggi ove alberga il vizio, e dove non si sa, o non si vuol leggere, per non dire tanti palazzi, tanti gabinetti, tanti chiostri, tanti casini ecc. ecc. ecc. ecc. ecc., ma non ostante gli desidero, perché vorrei felice quanto me il mio simile, e virtuoso, acciò possa esserlo doppo tanti e tanti secoli di delitti, d'ingiustizie, di dolori, di oppressione, di barbarie.