ingrato, persecutore, malvagio per zelo, venduto alle loro passioni, ai loro sospetti, ai loro errori, ai loro falsi giudizi a costo della mia lealtà, del vero eterno, del dovere che mi tiene legato all'onesto. Non lo sarò mai. Dio legge meglio degli uomini nel mio cuore, se questi mi vogliono infelice lo sarò, ma Dio non potrà punirmi, perché sa quello ch'essi non sanno, e con lui non ho bisogno di difesa. Già ho risoluto: succeda di me quello, che deve succedere della mia povera Teresa, del suo consorte, del suo figlio; io voglio essere sempre eguale, vero, e senza, che la coscienza cosa alcuna mi rimproveri ai settanta anni. Ho un giudice in cielo più giusto di tutti quelli della terra, che per pochi momenti possono soltanto straziarmi.