cosa, mi figurerei di ritrovare il mio ritratto in quello che fece già alla vera filosofia sono venticinque anni il buon abate Talbert nel suo Elogio al mio Montagne premiato dall'Accademia di Bordeaux nel 1774 nella parte II. Mi astengo dal copiarlo perché va in stampa, e perché parrebbe, che volessi spacciarmi letteralmente troppo superiore a quello, che intimamente e sostanzialmente mi creda a tutt'i riguardi, benché cento, e cento volte mi sia supposto un vero filosofo quanto chiunque altro, per aver troppo presto giudicato di me in tali circostanze, e non in altre. "Quando in Bologna un fabbro si ralligna" ecc.
Potrei più pavoneggiarmi di me? Potrei... Chiunque veramente è