Lettera del consiglier Giuseppe Pellegrini.Ecco qui un curioso, interessante, raro documento del pensare governativo attuale negli stati veneti. L'autore
Glossa margine sinistro
L'abate Filippo Rossi.
mi dicevano essere un uomo di molto merito, ma lo trovo [...] leggero.
Cartiglio
Copia di lettera scritta al signor marchese Manfredini. Eccellenza i giacobini, o come io penso gli antimonarchici costituiscono dopo la rivoluzione di Francia una terza razza d'uomini. Hanno pur essi la testa, le braccia, e le gambe, e sono fatti come noi per l'appunto. Per essere compresi in questa classe ben sa Sua Eccellenza che altro non vi vuole che un'acclamazione. Questa tiene luogo di processo, e di sentenza. Un movimento d'occhi, un ragionamento non inteso dalle persone, che stanno in circolo, basta per acclamare un giacobino. Qui poi, se uno dice male dei patrizi, è giacobino di prima classe, gli altri comunemente così detti, passano sotto la seconda classe: privilegio, e differenza, che unicamente è riservata a Venezia, che ha le sue specialità. Venghiamo al discorso del signore A(?) Rossi: la nobile famiglia Marioni è stata per acclamazione, e sentenza, come dissi, onorata del fregio giacobinico. Le due dame di questa casa l'una Strozzi di Mantova, l'altra Corsini per varie imprudenza commesse, chi più, chi meno, hanno eccitato l'opinione, che le medesime non siano molto sane: si aggiunga, e parlerò chiaro, che la piazza di Firenze non è molto accreditata su questo punto per la tolleranza di questi ammalati. Dunque l'abate(?) Rossi destinato all'educazione dei giovane Marioni è un giacobino. Ecco la conseguenza diritta, che se ne deduce. Io non sono al fatto precisamente di tutte le circostanze, che hanno accompagnate questa faccenda. Scriverò con la prossima posta all'ufficio di pulizia in Verona, ed in seguito ne informerò Vostra Eccellenza per l'ulteriore direzione, che si potrà dare. Io per me non amo che la giustizia in quanto almeno posso conoscerla; ma è tale lo stordimento della testa umana, che i punti principali d'appoggio, i quali sono i conduttori del cervello, non si vedono quasi più, onde si se sbaglia, dico che si deve sbagliare. Ringrazio Vostra Eccellenza delle nuove che mi favorisce, sono convinto delle tristi conseguenze, che il tutto insieme deve necessariamente produrre. Se ciascuna posizione d'affari ha le proprie risorse, mi pare che la risorsa del momento sarà la guerra, e ciò posto guai per chi si trova nel mezzo. Desidero che si affaccino delle diverse risorse, ma non le spero ogni volta, che l'avversario si è accresciuto tanto di forze, né il miracolo della rigenerazione della testa umana pare che non si possa attendere, tanto più quando gli uomini inselvatichiscono di giorno in giorno, ed invecchiano nelle cattive abitudini. I momenti felici sono passati, ed il non averne profittato renderà la cura del male assai più malagevole, e di rischio. Forze il concorso di tutte le circostanze non sarà stato tale in quel momento da far prendere un partito di forza, ma sarà sempre vero che il non averlo preso sarà stato un male reale. Pure aspettiamo, se pure ci danno tempo costoro, gli effetti della combinazione politica delle forze, ed il cielo feliciti l'intrapresa. Io credo d'esser debitore legittimo, e moroso di mille ringraziamenti a Vostra Eccellenza per la grazia compartita nel modo il più singolare da Sua Altezza Reale a favore di mio fratello eletto gonfaloniere di Prato. Io prego Vostra Eccellenza di accogliere anche in di lui nome questo tributo d'ossequio, e di rispettosa riconoscenza, e le sarei obbligatissimo se si compiacesse di umiliare al sovrano questi nostri sentimenti accompagnati da una vera venerazione. Frattanto riservandomi a scriverle dopo i riscontri di Verona passo a dichiararmi con il più distinto ossequio, e rispetto di Vostra Eccellenza. Venezia 26 febbraio 1799. Devotissimo ossequientissimo servo Giuseppe Pellegrini.
Glossa margine sinistro
[di mano Pelli]Il Pellegrini, originario pratese nato in Milano, fu quello, che fu spedito a Venezia doppo la successione di lei, tutta la somma degli affari civili, e criminali in quel nuovo stato per regolare.
Il comentar questo pezzo che non doveva sparger farebbe nascere il pianto. E il mondo deve esser retto così? Che desiderar dunque? Che la guerra rompa tutte le catene aristocratico-monarchiche?
Glossa margine sinistro
Ved. sotto p. 7508v.
O che la pace dia tempo perché sieno fabbricate più gravi, e più dure dai despoti di secondo ordine a queste catene? Non lo so in fede mia, tante cose leggo in questo foglio.
Glossa margine sinistro
Son meglio l catene, che la libertà al suddito obbediente, e leale. La violenza del popolo è quasi sempre più grande che la tirannia di cui si lagna, dice Voltaire cap. 147 della Storia.