Ecco qui delle riflessioni sentimentali sull'andamento delle cose umane.
Cartiglio
Riflessioni sentimentali. Quanto più osservo nella storia passata l'andamento delle umane faccende, tanto più scorgo, che in tutt'i luoghi sono successe sotto altri nomi le cose medesime. Nelle repubbliche italiane cozzò sempre la plebe con i grandi, e la democrazia lottò con l'aristocrazia stranamente. E quali acerbi contrasti non presenta la storia della nostra? Furono da noi meglio trattati i magnati, che dai francesi gli emigrati? A riserva dell'epoca del Terrorismo, le nostre leggi contro i nobili furono severe quanto le francesi. Il porre a rumore le città, e le terre era lo stesso che l'insorgere. Il correre le città, e le terre era lo stesso che rivoluzionarle. Il pagare i tradimenti usò già sempre. Il rubare, l'incendiare fu sempre il gusto del popolo minuto. La fortuna seguì sempre la forza, ed il coraggio, e la giustizia tacque avanti di lei. Giano della Bella fu il nostro Roberspierre diranno i grandi, e poi cadde quest'idolo della democrazia fiorentina come lui. Ella s'ingrandì con le arti colle quali s'ingrandisce la Francia. Ella fu sempre inquieta come lo sarà essa! Gli ufizi furono ambiti, come ora gl'impieghi. Le gravezze salirono ad altissimo grado sotto i nomi d'Imprestanze, Accatti, Gabelle ecc., e la repubblica sempre era povera, come è il governo francese, che nell'anno corrente doppo seicento milioni d'imposizioni ha un deficit di cinquanta urgentissimo. E per le cose religiose, qual religione vi è che non conti eresie? La maomettana stessa ne ha forse quante la cattolica
Glossa margine sinistro
Ved. Giorgio Sale Osserv. sur le mahometanisme.
, e nell'idolatria i vari culti può credersi, che fossero riguardati com'empie aberrazioni dal vero, da coloro i quali erano attaccati ad uno, come gli egiziani, i persiani ecc. Codice sacro non vi è che non sia stato stravolto a capriccio dall'empietà, dall'ignoranza, dal mal talento, giacché nei libri tutti si trova quello, che piace trovarvi. Dalle riforme di Lutero, e di Calvino quante altre ne sono nate, e dell'arrianismo con quanti altri nomi, si è rivestito l'errore suo? In somma tutta la storia sacra, e profana è sempre il quadro delle medesime scelleratezze, e nella massa delle cose sono venute sempre a galla le malvagie, le dolorose, e si sono perse le buone, le virtuose doppo che cessò l'uso di divinizzare coloro, che s'impiegarono a soccorrere eroicamente i loro simili. Se tutto questo non consola noi che di tanti mali abbiamo da lagnarci, almeno c'insegni, che i nostri antenati non furono troppo più felici in qualunque terra.
Sempre simile in ogni epoca, in ogni luogo. Tali fogli, che scrivo da qualche anno in qua, e deposito in queste Efemeridi, se fossero riuniti, raffazzonati, corretti, darebbero il fondo della mia poca filosofia, la quale, se non mi tiene sempre tranquillo, almeno mi fa sentire o più brevemente, o con minor impeto i miei bruciori! Quello che sta sulla mia penna sta nel mio cuore e se la passione, se il dolore lo punge alcune volte, presto torna in calma, perché già sa esser vicino a dover finire di palpitarmi nel seno. Ma se nuovi mali sopravvenissero anche ricorrendo a Seneca, a Boezio mi abbandonerà la mia virtù? Dependerà dalla forza musculare della mia macchina, e dalla serenità della mia mente per