Disacerbo quanto posso il mio dolore con lo studio, e leggendo la storia passato mi convinco che la vita è un peso, la morte un bene, se da mille spaventi non fosse amareggiato. Io vissi quasi misero da ragazzo, lo diverrò forse di nuovo in vecchiaia, e pur temerò di morire? Logoro il tempo a rivedere molte scene funeste, dell'età trascorse, ed a considerar l'uomo per un enigma. Un buon vecchio religioso mio amico mi dice, che tutto in lui conferma il domma del peccato originale. È vero. Tutto ce lo dipinge un impiastro mostruoso di vizi, e di virtù, e quelli vi sono all'ordine del giorno, queste si nascondono per non arrossire.
Tempo bello, e sereno.