si conoscono inutili. Ma pure bisognerebbe fare una esatta recensione dei codici tutti, i quali rimangono ancora nei depositi dei monasteri, che non sono stati spogliati, e di alcune città, famiglie ecc. che ancor ne serbano, e da loro estrarre con diligenza tutto il buono senza prevenzione. Per gli stampati poi una censura rigorosa potrebbe liberarci da una farraggine inutile di libri, che per il valor di un o non istruiscono, e non n'escludo tanti, che registrò il Fontanini nella sua Eloquenza italiana, la Crusca nel suo Vocabolario, e cento altri bibliografi, compilatori di cataloghi ecc. Già il disprezzo gli condanna all'oblio, già le circostanze attuali gli seppelliscono nella dimenticanza, ed il buon senso con rigida sferza ne allontana