lacrimare sopra la natura dell'uomo sì stranamente scaltro, e malvagio, onesto, e vizioso, sensibile, e perverso. Vi leggo ancora (p. 4) sussistere l'artifizio di falsificare le monete inargentandole di fuori, e lasciandole nell'interno di rame, ch'è una specie d'incamiciatura, la quale nelle medaglie antiche, mai ho saputo concepire come far si potesse con gran profitto. In fine questa bella difesa dà da pensare all'oscura, intralciata, barbara tessitura delle processure criminali, ove e l'innocente si perde, ed il reo è esposto a strani rischi, ed enormi patimenti, e lunghezze. Io ravvolto già in questo spiacevole laberinto ho sofferto non poco per mantenermi giusto, e per non essere inumano con altri alle durezze criminali avvezzati, senza esser cattivi.
Se ai banchetti dei librai tenessi sempre l'occhio, sono sicuro, che troverei