Notificazione. L'illustrissimo signor Iacopo de Lavillette general maggiore delle truppe di Sua Altezza Reale il serenissimo Ferdinando III ecc. ecc. Notifica, e fa intendere, che s'è presentata a questa rada una squadra composta di navi da guerra inglesi, e portughesi aventi a bordo una numerosa truppa di Sua Maestà siciliana da sbarco, il di cui comandante ha dimandato di sbarcarla e presidiare questa piazza di Livorno colla minaccia di procedere altrimenti colla forza, e che essendo stato immediatamente adunato da Sua Signoria Illustrissima lo stato maggiore della piazza, il magistrato comunitativo, ed una giunta della deputazione del commercio, attesa la inferiorità delle nostre forze, il poco numero della guarnigione, e gli ordini sovrani di non esporre inutilmente la sua città, e porto di Livorno, e il suo diletto, e caro popolo, a delle ostilità, e bombardamenti, è stato da tutti uniformemente deliverato di accordare alla detta truppa il richiesto sbarco coll'espressa protesta, e dichiarazione, che resta preservata la neutralità del porto, e della Toscana, che il culto, la sovranità, le persone, e le proprietà sino scrupolosamente rispettate a forma della neutralità medesima. Essendo statoa derito alle dette condizioni, e proteste in nome di Sua Maestà sic e di Sua Mestrà Brittanica, Sua Signoria Illustrissima ordina, e comanda a tutt'i fedeli sudditi di Sua Altezza Reale ed altri abitanti di qualunque ceto, e condizione di rispettare la detta truppa, di mantenere la quiete, e la tranquillità del paese, di non insultare alcuno di qualunque nazione, e religione sia come è accaduto fin qui con somma gloria, e merito dei buono, e fedeli livornesi, sotto le pene altrimenti comminate contro i perturbatori della quiete, e tranquillità pubblica. Ordina, e comanda ancora a tutti indistintamente di attendere alle proprie incumbenze, e lavori, di serrare le porte di strada a tutte le case, e ritirarsi a ore discrete nel seno delle proprie famiglie, rinnovando a tutti gl'ordini veglianti sull'articolo della delazione d'armi, e proibendo l'uso, e delazione dei bastoni con stocco, e con nodi sotto la pena istessa della delazione delle armi proibite, e rinnovando ancora gl'ordini, e passate notificazioni sull're prescritte all'apertura, e serramento delle bettole, e osterie. Data il 29 novembre 1798. Luigi Meucci cancelliere.