non fa pensare che a sé. Pur che gozzovigli il malvagio insurgente, pianga, si tapini a sua posta il facoltoso innocente, l'industrioso, che sua fortuna ripose solo nelle sue mani. Oh! Fato delle cose umane funesto, e terribile.
Non parlo più dei miei mali, perché non ne ho dei grandi, ma ho quelli della vecchiaia in minor dose di altri vecchi; pure crudi, acerbi, senza che mi attacchino ancor certe parti; la vescica, il petto, la testa, le gambe. I soli nervi ... Quanto mi fanno penare.
Tempo assai bello, asciutto, e freddo.
o. A dì 28 detto mercoledì.
Entra il verno, e tutti concorrono a dire di esser questa stagione la vecchiezza dell'anno. Eppure alcuno lo ha difeso con energia come apparisce dal vol. CX del Giornale di Napoli p. 64 e seg. ove a costui si risponde con spirito