e di quello spirito, che conduce a non volere che alcuno abbia torto.
Tempo cupo, fosco, umido poi pioggia nella sera grande.
o. A dì 16 detto venerdì.
Giacché tanto parlo di me, ecco un esame della mia puerizia nell'annessa carta.
Glossa margine sinistro
Ved. P p 27 p. 7682.
Cartiglio
Puerizia dell'uomo, e mia. Nel ripassare le Confessioni di Rousseau mi sono avvisto, che nella mia puerizia, e nella mia adolescenza ho avute molte disposizioni di spirito simili alle sue, per quanto la mia educazione, ed il treno della mia vita sia stato assai differente da quello, che racconta egli di sé. Ben sagacemente descrive esso i moti del suo cuore appresso il bel sesso
Glossa margine sinistro
Ancor io verificai in seguito la giustezza dell'osservazione, che spaccia nel lib. VI t. II p. 261 ma me lo rammento ancora senza rincrescimento, perché ancor io fui guidato da motivi di virtù, d'attaccamento, di stima.
, le inclinazioni del medesimo, i vizi del suo temperamento ecc. ma io non sono stato tanto abile da scorger tutto quello, che seguiva in me, non mi sono curato di farlo, ed ora in digrosso mi rammento ch'ero pure ardente, timido, amoroso, discreto, onesto; che bramavo con trasporto, aspettavo con pena, m'incollerivo con impeto, ed avevo dei difetti, che sanava solo il rossore, la soggezione, la riflessione. I miei genitori mi amavano, la madre era buona, calda, e troppo tenera, il padre uomo placido all'eccesso, il maestro di una probità religiosa all'uso volgare, la servitù del carattere, che usava settanta anni fa. Morti questi fui più libero, benché sotto un fratello brutale, e qualche combinazione si dette, che poteva farmi perdere la mia innocenza stranamente. Uscito di casa andando alle scuole acquistai per il fisico, ma non per il morale, se non che la mia timidezza era freno alla mia corruzione. Poi... Ma questi dettagli, che si perdonano a Giovanni Giacomo per il modo con cui eloquentemente e finamente gli descrisse, dando corpo a delle miserie puerili, e perché riguardano un uomo troppo celebre, e singolare non meritano di esser rielvati da un uomo oscuro, che ha condotta una vita monotona, che non ha avute avventure degne di storia, e di romanzo. Vero è bensì, che insegnano a quanti rischi la prima età dell'uomo è soggetta, cosa elgi sia nei primi giorni della sua vita, come l'allevarlo esiga più sagacità, che l'educare una pianta esotica, la difficoltà di leggere nel suo cuore se destro non sia, chi lo studia, e quali piccoli incidenti guastino, o corregghino il carattere fisico, che ciascuno porta nel nascere. Se molti uomini non volgari volessero darceli con quella cinica sfrontatezza sincera con cui ce gli ha lasciati di sé il cittadino di Ginevera, io credo, che la morale, l'arte di educare acquisterebbero dei buoni lumi. Sarebbero esse tant'esperienze, e tante osservazioni come quelle che fanno i fisici ne' loro gabinetti studiando i fenomeni più piccoli della natura, l'indole degl'insetti, la vita delle piante. Ma quanti averebbero il coraggio di confessarsi al pubblico, come ha fatto Rousseau interessando col racconto d'infantili bazzecole, e leggieri? E quanti poi potrebbero, o saprebbero studiar bene loro stessi?
Se molti da più di me ne avessero scritti dei simili averemmo dei materiali utili per la storia dell'uomo. Di rado però egli si sa studiare in quella età, e facendolo, doppo scrive con le nuove sue idee acquistate, non con le originali di lei. Oh! Che agli anni cinque ai dieci, ai quindici siamo animaletti, bestiole tutte intiere in mano agli altri. Se questi non sanno guidarci o non ponno mal per noi.
Gran pioggia nella notte, poi tempo alquanto sereno, ma vario.