si vede che J. J. lo caratterizzò bene. Io nel ripensare a me ho scorbiata l'annessa carta.
Glossa margine sinistro
È sotto a p. 7243.
Cartiglio
Meditazione sopra me stesso. Se io volessi parlar di me come ha fatto troppo di sé Rousseau al fine dei conti egoista in supremo grado, Montaigne filosofo ancor esso di un'altra pasta, Sant'Agostino prelato rispettabile, e caldo cristiano, saprei ben farlo quanto loro. Ma la buona fortuna ha fatto che i loro libri si legganno, ed i miei senza nome, senza credito, senz'amici, sarebbero gettati in un canto, e farebbero la disgrazia dello stampatore. Adesso l'Europa è occupata in altri oggetti più grandi, e sazia di troppi sentimentali scritti, che possiede, dai stessi suoi vizi è impiegata a passare il tempo senza leggere. Una volta immersa nella legge, e nella teologia scrivevano i dotti dei volumi sopra una parola, sopra uno questioncella, che bisognava intenderla per gustarla, o si trattenevano ad imitare, a spiegare, ad illustrare i loro antesignani (Aristotile, Platone, Petrarca ecc., la Bibbia, Giustiniano, il Maestro delle Sentenze ecc.). Poi sdegnosa si volse a pensar da sé, e si condusse a produrre dei filosofi, che volevano riformar tutto con un despotismo intollerante, imitando quello dei teologi, a forma degli atei, o dei deisti entusiasti quanto essi superbi, e tiranni. Un egoismo esaltato pose in mano la penna a certi e si principiarono a stimare deità le imperfezioni delle quali vorrebbero imprimere rispetto come a tutte fecce del gran Lama. Io sono venuto troppo tardi, e sono restato per mia buona sorte nella mediocrità, ma con un'anima, che più si esalta quanto più si accosta a dipartirsi dal corpo. Nel tempo medesimo che mancano a questo le forze, e che apparisco freddo, forse imbecille, debole, intollerante, entro di me creo molte idee robuste, luminose, energiche, le quali in me seppellisco. L'esternarle con tutto l'entusiasmo, che provo varrebbe ben poco. Il mondo ha preso il suo andazzo, ed io sono poco accordato con lui. Non tesserei le mie Confessioni perché mi crederei di rendermi ridicolo. Devo render conto solo di me a chi mi ha creato, e non mi pare che la predicazione, il vantamento possa oggi condurre a farsi né nome, né tranquillità se si oppone a ciò che decreta la pretesa filosofica di moda. Fra le democrazie, e l'aristocrazia, fra il libertinaggio, e la virtù non vi è nicchia. Il dire quello, che sento per ciò è fatica gettata, ed il credere che sarei ascoltato, letto, sarebbe una presunzione sciocca.
Glossa margine sinistro
Doverei dire come lo stesso Rousseau della sua Nuova Eloisa dice nella prefazione che forse non sarebbe piaciuta, che a lui?
Mi contenterò adunque di studiar per me gli altri, e di bramare che venga il tempo in cui la voce di maestri migliori degli ultimi (Voltaire, Rousseau, Elvezio, Diderot, Condorcet ecc.) dia ascoltata.
Glossa margine sinistro
Non è più il tempo il nostro dei Massiglioni, dei Segneri, dei Casini ecc. onde bisogna rincarare anche sopra di loro.
Non somiglio né Federigo, né Rousseau, ma sento, e penso quanto loro. Come loro però non voglio scrivere. Il perché lo dice questo foglio: lo dice sinceramente, lo dice forse con dell'umore, lo dice perché so far tacere il mio egoismo in faccia a quello di tutti gli altri, nel tempo stesso che non mi disistimo. Se Montaigne volle fare un libro di sé, anche il cittadino di Ginevera, anche l'eroe prussiano ebbe lo stesso disegno. Potrei averlo ancor io, né gli copierei perché né io, né l'epoca attuale è la loro, ma interesserei perciò la posterità? Come? Per quanto tempo? Con quale scopo? Anche il Cardano aveva un eccessivo orgoglio, ma or più non è stimato, sicché