più amano, che spesso le loro forze mancano a tal uopo, e che spesse costerebbe troppo ad esse il sentire pronunziare dall'arse labbra di un moribondo genitore, consorte, congiunto, amico ecc., che sempre alcun di questi non può avere speranza d'imprimerle profondamente nella loro anima, perché mal pronunziandole, o mal tessendole quando si trova a sì doloroso momento, ho pensato in questi giorni di stendere in scritto quello che vorrei dire alla mia cara Teresa, lasciando fra le mie carte gelose una lettera a lei diretta, con gli ultimi sentimenti del mio spirito in punto di morte in qualunque tempo, ch'ella sia per venire, e l'ho fatto occupandomi oggi a copiarla