ø. A dì 26 detto mercoledì.
Discorrendo in questi giorni col dottor Araldi gli domandavo perché mai doppo Ippocrate non abbiamo fatto un corpo di aforismi così precisi, e veri quanti i suoi, quantunque l'arte avesse avuti più aiuti, e contasse uomini di molto merito ne' tempi successivi. Egli mi replicò che gli aforismi d'Ippocrate riguardando la sede, la natura delle malattie, ed il loro corso, potevano bene esser compilati, e lo furono, sopra le osservazioni lunghe di lui, e di altri di sua famiglia, ma che restando la parte curativa a schiarirsi di loro, questa