Giuramento repubblicano. Il giuramento che hanno esatto, e ch'esigono le nuove repubbliche è una sciocchezza antifilosofica al sommo, che altro non fa che imbarazzare le coscienze timide, e coprire l'empietà delle malvagie. Quando le opinioni all'ordine del giorno, o cancellano l'idea di un Dio, o la rendono imperfetta, il costringere gli uomini a chiamare pure questo Dio in testimone di non loro spontanee, e libere promesse è una barbarie di nuovo genere, ed inutile. Di nuovo genere tormentando lo spirito altrui con torture morali, sì crude quanto le fisiche, che or si detestano, e strascinandolo ad imbarazzare la sua coscienza. Inutile perché contrastando con la non credenza di chi lo esige, deve essere agli occhi suoi una buffoneria ridicola; perché la dottrina introdotta delle restrizioni mentali rende frustaneo il giuramento forzato; perché appunto forzato è da tutt'i dottori dichiarato nullo; perché lo scellerato lo presta senza disponizione ad osservarlo, ed il virutoso mantiene le sue promesse senza giurarle. Le nazioni che più lo venerarono sono quelle, che più crederono ad un nume, senza la ferma credenza di tutte le sue prerogative qualunque formula è vuota di senso. E non ostante quante vittime si sono sacrificate, e forse si sacrificheranno alla disubbidienza alle leggi del giuramento? Lo sa tutto il suolo repubblicano da cui sono fuggiti, o sono stati scacciati, o in cui sono stati trucidati cento, e cento cittadini. E noi credevamo, e noi crediamo di essere nel secolo della filosofia, nel secolo in cui la ragione guidasse, o guidar sola dovesse gli uomini? Poveri imbecilli, ch'essi fur sempre.