Osservazione.Tutta la storia segreta dei sovrani medicei è piena di laidezze. E quella degli altri principi del tempo loro sarà più casta? Ogni paese crede di saper la propria, e raccontandola è in grado di tesser le vite di monarchi simili ai primi dodici Cesari. Forse tutto non è vero, perché la maldicenza, se non inventa ingrandisce certo, ed esagera. I sovrani hanno la disgrazia di non poter restare celati, e perché spesso non gli preme, e perché sono più spiati degli altri, e perché adoperano per le loro circostanze più agenti, che gli altri. Ma i privati più casti furono, o sono? Quanto più si sale la lussuria pare, che sia il vizio più comune fra i grandi, fra i ricchi, fra i potenti. Il povero popolo è quello solo che si contenta quasi sempre della sua compagna, che ha condotto nel suo letto, ed è morigerato, perché il travaglio, l'occupazione, la miseria non gli permette di cercare, di salariare il vizio, il quale abita più volentieri fra l'ozio, e la mollezza. È anche sicuro che come le gran corti spesso sono sporcate dalla lascivia, più delle piccole, così le gran città, che moltiplicano i facoltosi, e gli sfaccendati allato alla povertà, racchiudono più infamità, come comprovano le croniche scandolose di Peckino, di Londra, di Parigi, di Napoli, di Venezia ecc. La religione, la morale, il buon esempio, può ben poco appresso quei semidei della terra, i quali si credono superiori alle leggi, ed a quelle anime disgraziate, che non hanno mezzi per vincere le loro passioni, e per sfortuna altro patrimonio non hanno che il loro corpo, e la loro impudenza.