Meditazione quinta sopra Roma. Ecco che Roma è stogata, ecco che tutta la massa dei Concili, dei canoni, delle Bolle, dei Brevi, dei Decreti, dei rescritti ecc. ecc. pontifici, è abbattuta in un istante dalla forza.
Pio VI, quel Braschi, che voleva imporre a Giuseppe II, quel Braschi, che volle eternare il suo nome nelle munificenze eleganti di un nobile deposito delle Belle Arti e che riprese i gran progetti antichi del prosciugamento delle Paludi Pontine, quel Braschi, che non potendo far sovrani i suoi, voleva fargli ricchi, quel Braschi che nato a Cesena, vale a dire in ben piccolo stato, passò per tutte le cariche diplomatiche fino al Pontificato, che meglio seppero sostenere Gregorio VII, Giulio II ecc. vede strapparsi affatto uno stato ricevuto da donazioni gratuite di sovrani, da dedizioni di popoli devoti, da usurpazioni ingiuste di prepotenti ministri dei suoi antecessori ecc., morirà vescovo di Roma, primate, capo ecc. della Cristianità senza forze, e ridotto al grado d San Lino, di San Clemente, di San Celso ecc. ecc.
Il Guicciardini, storico di tanto credito; fra Paolo, acerrimo difensore dei diritti di una Repubblica che morta è con lui; Giannone, tanto perseguitato per aver detto delle verità, che a lei dispiacevano; Febronio... Ricci... che vi pare?
Bianchi, Orsi, Zaccaria, non che Bellarmini, Pallavicini ecc.
E voi de Marca, che volevi amalgamare due sostanze eterogenee...
Ma io non sono incredulo, empio. Amo la mia religione, mi duole che Roma piuttosto, che riformarla venga disorganizzata, immiserita, ricondotta ad uno stato troppo lontano dal suo, doppo aver tessuti tanti e tanti volumi di Bolle, doppo aver compilato un corpo dei suoi diritti, doppo aver imposto imperiosamente a' popoli, a regi, a imperatori, gettandoli nella disperazione, e conducendoli al giogo.
L'uomo freddo, e savio, prenda il Baronio, il Fleury ecc. fra mano, col Vangelo assieme, mediti, pianga, ed alzi al cielo le braccia.
Vi è Dio... Vi è Cristo... Dunque...