Il frutto del denaro si è distinto in interesse, ed in usura poco propriamente dai forensi, e dai casisti, ma non è altro che il valore del comodo che altrui fa nel commercio, onde Solone aveva torto a determinare, che fosse quanto piacesse al prestatore (Sam. Petito ...) ed in Atene si arrivò a farlo essere il terzo del capitale (Salm. de modo usur.), e torto ebbe il Papa Niccolò V a concedere con bolla pubblicata nelle prammatiche di Napoli a richiesta del re Alfonso, che potesse essere il dieci per cento. Il mercato pubblico, e libero è quello che fissa il vero comodo che in un luogo, ed in un tempo produce il denaro, ma come il commercio ha sempre dei rischi, questo comodo deve esser per lui più alto, che per qualunque