o. A dì 6 detto sabato.
Con dolore dico, che l'affare dell'eredità Gherardini è così intralciato, scabroso, dispiacevole, che mi toglie dalla mia tranquillità, e mi affonda in un pelago d'inquietudini. A miei anni queste brighe riescono più gravi, e l'eredità o piccole, o torbide, o mescolate di debiti, di legati ecc. e sepolte nelle tenebre, sono sempre poca cosa per chi le riceve, e di disgustosissimo maneggio. Al più posso sperare di aver la consolazione di lasciar qualche cosa di più alla Teresa, ma di goderne io non già, e neppure d'indennizzarmi degl'imbarazzi, e delle pene in cui sono involto, e che mi tormenteranno lunga pezza.
Tempo bello assai.