la stampa, ne ha conservate moltissime, ed altre ne potrà dare alle occasioni strappate dall'oblio. Quelle che interessano la sola aristocrazia il dimenticarle, le notizie non prestano alla storia civile, letteraria, o ecclesiastica, poco nuoce. In ultima analisi lo stato nostro presente non si perderà mai quanto si è perduto quello, dei secoli, che seguirono la caduta del romano impero, ed i nostri frammenti saranno sempre assai più grandi per appagare i curiosi, che quelli o sepolti, o incendiati, o imporrati, o cancellati dal tempo, e dall'ignoranza.