tutta quanta l'Italia a soquadro, e in convulsione, perché Roma non è quieta, Urbino, Pesero ecc. oppone della resistenza palliata col manto di assassini ecc. e noi soli, per ancora, siamo spettatori delle vicine disgrazie con una tranquillità cupa, e miracolosa sotto il manto della moderazione, della timidità, della tolleranza. Ed in questo stato, che penso? Eccolo in una delle solite mie meditazioni sparse sì spesso in queste Efemeridi da qualche anno in qua, per sgravare il mio cuore troppo oppresso dalle attuali vicende, dalla mia situazione, da quella rimembranza, che si ha alla vista di troppi avvenimenti passati sotto i nostri occhi quando siamo vecchi.
Cartiglio
Governi. Sono dei secoli, che gli uomini usciti dalla barbarie cercano di organizzarsi. Poco consci di loro stessi, ancor non hanno saputo farlo.
Glossa margine sinistro
Ved. sopra p. 6464.
Si sono dati un padrone, se ne sono dati cento, si sono tutti costituiti in vari modi in cento società, e si sono trovati scontenti. Diseguali di energia e di talento, si sono trovati gli uomini ineguali di capacità a reggere, a difendere loro medesimi. Altri deboli per muscolar fiacchezza, altri robusti per atletica forza, altri destri, altri sagaci, altri furbi. "... La politica chi l'ha l'adopra, e chi non l'ha la critica"
Glossa margine sinistro
In un apologo del canonico Casti intitolato La gatta.
Al serrar dei conti tutti tirano a sé. Così fecero i re, i decemviri, il senato, la plebe in Roma, così in Grecia... Così usò sotto Troia, così usa adesso fra quei, che resero al popolo francese la libertà, atterrando la Bastiglia. Così userà, se la Repubblica Cispadana si consoliderà. Dunque sempre guerra, e guerra vestita con tutte le divise possibili, per giustificarsi in faccia alla più sciocca imbecillità. Ciro, che conquistò l'Egitto, Alessandro che conquistò la Persia, Roma che soggiogò il mondo noto, Carlo Magno... Tutti sudarono per dare un governo, che giovasse loro, non ai popoli vinti. Ciascuno è sposato alle massime, ai sentimenti, alle verità, che gli furono insinuate col latte. Io adorerei Lama se nel Tibet nascevo, io forse sarei in Spagna spia dell'Inquisizione, se nascevo a Madrid, io forse scriverei le gazzette ecclesiastiche di Roma se il Papa mi avesse pensionato. Aristocratico a Venezia, democratico a San Marino, revoluzionario in Francia, averei forse adottato il frasario del mio egoismo, se non imparavo a leggere. Or non so che governo desiderare, doppo aver letto Grozio, Montesquieu, Rousseau, Saint Croix ecc. perché trovo in tutti difetti a man salva, in tutti scorgo il tarlo, che gli consuma, e gli guasta. Mi concentro in me stesso, e non per mia colpa sento, che altri mi rende infelice. Miro attorno a me delle anime feroci, che mi dipingono con vivi colori i vizi degli altri governi (e ben ne scopersi in silenzio), ma non me ne mostrano uno più tranquillo, più solido. Stiamo adunque nel nostro nido ad aspettare se il cane del cacciatore vi penetra, e poi...