Nell'Etica di Aristotile tradotta da Bernardo Segni Venezia 1551 in 8° p. 220
si trova scritto "Quegli adunche, a chi il piacer bestiale è per natura, niuno è che incontinente chiamar lo possa, così come ne anchora si debbon chiamare incontinenti le donne, perché esse non fottino, ma sien fottute". La traduzione è dedicata al Granduca Cosimo I dunque quelle due voci non erano allora troppo oscene, e indecenti. Non mi fermerò sul resto.Tempo ritornato al bello.
o. A dì 17 detto venerdì.
Mille, e mille volte ho ripensato all'uso che sempre vi fu di variare di luogo in luogo le misure, i pesi, il nome, ed il valore delle monete ad onta