Perini nei Giuochi di Agrigento del conte Peppoli, e nella Statira, ma non mi trasporta fuori di me, come la Morichelli nella primavera del 1796, non mi delizia sovranamente.
Anche i balli ove abbiamo la Sperati, e la Mangili non mi fanno perdere la mia tranquillità. Mi urtano le loro figure, ma il pantomimo moderno mi par freddo, non mi par vero ballo, e non mi lascia acquistar troppa stima dell'antico. Averò torto perché sono vecchio, ma la mia anima capace ancora di scosse non le riceve che di rado a' nostri attuali spettacoli in cui l'impresario pensa a sé, il pubblico è nella cattiva strada.Tempo che segue ad esser delizioso.