il far dei druidi, dei bonzi, dei brachmini, dei preti ecc. si sviluppasse con fatti, dipingendolo esattamente senza satira. Vi si doverebbero raccogliere tutte le arti loro, tutte le pratiche, tutte le superstizioni da loro santificate, con tutt'i beni che produssero, e producono respettivamente ai loro devoti, ed alle popolazioni nelle quali sussistono. Quante curiose cose metterebbe assieme questa storia edificanti, e scandolose, quante idee presterebbe al filosofo per quanto creda che tutt'i sacerdoti abbiano uno stesso fondo, una stessa vernice! Ammetto certo i buoni sacerdoti ovunque, che per mestiere non si sono dati a questa professione, che puramente e lealmente l'esercitano senza volere ingannare la plebe, tiranneggiare