Tutti questi perché mi confinano nella vasta contrada dei Forse. Vedo, che tutte le speranze di terrena felicità per mutar di padroni, ministri, governi ecc. sono incerte, che il cattedratico ciarlio dei filosofi è canto di cicale, che cinque sesti del genere umano, o stupido, o debole, o timido, nasce per servire ed un sesto per governarlo, strapazzarlo, ingannarlo con genio, talento, robustezza d'animo sicché mi cade la penna a lusingare, a proporre il bene, a patrocinarlo, ed il riaprire le antiche piaghe mi fa dolore, più che al cerusico il cavar la pietra dalla vescica del suo fratello.
Tempo bello, e tiepido da primavera.