ogni giorno la bussola e per forza mi ritiro nel mio nulla, fiacco nelle forze, disgustato dalla poca solidità dei piaceri umani, dalla piccolezza inutile delle speranze, dal fasto misero, e sciocco dell'insipida gioventù, dall'imponente impero della moda sempre simile a se medesima e sempre leggera, presuntuosa, e senza sensata ragionevolezza, dalla folla immensa degli errori, che disonorano la vantata ragione, e dalla falsa lusinga, che la moderna filosofia mi schiera avanti promettendomi cadere vicina a ovunque la tirannia, ed il genere umano, abbrutito su tutta la terra, presso a risorgere al suo felice stato. Queste speranze or più non mi scuotono, né mi allettano, doppo aver veduto quello, che fu