All'Anna Morichelli. "L'onore della dotta felsina, / La cantatrice al cuore, / La delizia delle scene a Madrid, a Londra, / A Pietroburgo, a Vienna, a Parigi / Ove nel carattere della Pazza per amore / Fece gustare l'amabilità originale di Paisiello, / Il compositore nato per far godere chi sente, / E per disingannare i detrattori della musica italiana / Movendo soavemente gli affetti. / La donna, che può ricondurre l'idea del piacere versato dall'armonia / Nei teatri di Atene / E nelle capanne degl'irocchesi; / Quella che o rappresenti, o figuri, Ciprigna, o Nina / È sempre vera nel portamento / Negli atti, nell'espressione / È sempre amabile senza raffinamenti, / È sempre soave, graziosa; / Quella che la regina dell'Adria / Signoreggiando con la sua voce incantò. / Originale nel sublime, nel flebile, nell'ameno; / Destra nel temperare il vario, e l'uniforme / E nell'imprimere nell'anima il pregio della bella unità, / L'Arno per la seconda volta applaudisce al suo merito / Con spontanea lode; / E per lui quanti gioiscono della vaghezza / Degli accordi della giustezza de' tuoni / Della vivacità degli arbitri / Al Reale Teatro della Pergola nella primavera del 1796 / Questa pubblica riprova di gratitudine / Donano, dedicano, consacrano". Ricanta a Santa Maria nell'estate del 1797 ma con far meno fracasso colpa della musica.