Vero è che noi studiamo noi stessi unicamente che non precorriamo, neppur col pensiere, tutt'i paralelli del globo per conoscere i nostri fratelli; che ci crediamo tutto, quando siamo forse meno di poco, perché il resto del mondo dimenticato nelle gazzette è forse dodici sedicesimi; che il genere umano in se stesso sarà inesattamente cognito, fino a tanto, che non averemo un ragguaglio pieno di tutte le carte dell'Asia, dell'Affrica, e dell'America chiamate volgarmente nazioni, col rapporto delle loro relazioni, del loro stato, della loro esistenza fisica, e morale. Chi dalla massa dei tanti viaggiatori saprà estrarre questo con metodo, e filosofia?
Tempo bellissimo, e poco freddo.