egli ha trattate materie ancora di pubblica economia, e da' discorsi tenuti con lui mi pare, che segua le massime più sicure di quel vero, che i moderni economisti hanno indicato. Trova i Romani feroci per carattere (p. 48 e seg. in nota), e potenti per continove rapine, ed ingiustizie, senza posseder mai la vera grandezza, o ne' sentimenti civili, o ne' governativi. Trova che avanti i Cesari il governo di Roma fu in principio un misto di aristocrazia, e di democrazia, indi l'aristocrazia assoluta, e poi un impasto di questa, e di democrazia, e che doppo i Cesari cadde nel più turpe dispotismo. Trova ecc. Forse trova troppo, ma ora si cerca il vero per altre vie, non per quello