ø A dì 2 detto mercoledì.
Mi si affacciano in famiglia delle riflessioni in buon dato sopra di me. e sopra gli altri, sopra il presente, e sopra l'avvenire, sopra il contrasto delle opinioni, e del carattere da un ragazzo di dodici anni a me che sono su i sessantasette e vedo le sfumature dell'età, della prudenza, del sentimentale sublimato nobilmente (come oggi ved. un biglietto in cui Teresa mi regala l'Atlante di Bleau in quattro volumi per il giorno futuro del mio nome, fra le mie lettere) e della canuta freddezza. Collocato in questa sono indolente, soffro e non curo, prevedo, antivedo, e lascio al fato, a quel fato che con voce più volgare si deve dire andazzo, il governo del futuro. L'opporvisi sarebbe forse inutile, e certo rischioso per la mia tranquillità.
Tempo molto cupo, e coperto.