con energia. Il curioso è che questo ministro in partibus si balocca a comentare la storia di Bertoldo, Bertoldino, e Cacasenno
che gli porge materia a fare un poco di satira alle nostre cose, mostrando che coloro avevano più senno di molti altri, e che le loro massime sono buone col dipingere Bertoldo per giacobino, e di sentimenti ai governi monarchici perniciosi. Or dunque io non mi devo più vergognare della mia Vita di Arlecchino. Ma il vero è che ambedue scriviamo per aver bisogno di scrivere, che ambedue siamo cervelli balzani, ma egli è odiato per aver fatta troppa figura, io non sono curato per averne fatta poca, eli ha spiegato un ridicolo cinicismo quando era molto, io mi sono conservato nell'oscurità forse con le medesime idee, ma più legate, e vere senza odio.