quasi affatto dimanticate, o sconosciute. Né fu il Manni più felice nell'illustrare le Cento novelle antiche (1778-1782) le quali per quanto nel fondo non sieno gran cosa, nonostante meriterebbero mano più pietosa, che le raffazzonasse di nuovo per soddisfare a chi si balocca con tali leggieri passatempi. In molte delle vecchie novelle vi è troppa oscenità, ma è difetto del tempo, e questo stesso prova che non siamo tanto peggiori degli avi nostri, che tanto vantiamo. Io non mi posso più volgere a queste bazzecole, ma se la voglia aiutasse il potere, qualche volta sopra i novellieri averei ideati dei lavori eruditi delle nostre vecchie usanze e non trovando altrove quanto vorrei.