Marzo 1795.
ø A dì 1 detto domenica. Sono finite le gare letterarie in materia di lingua. Ciascuno scrive come gli piace, e senza curare la grammatica del Salviati, del Buommattei, o del padre Corticelli infilza frasi, e voci a sua voglia. Dante, Boccaccio, e Petrarca non danno più tuono in materia di lingua, ed il lombardo ride del toscano, il toscano del lombardo. A me tutto questo non fa più sensazione. In genere ho sempre amata più l'eloquenza delle cose, e dei sentimenti
l'eleganza delle parole, e delle frasi. Le moderne accademie non pensano per il più alle poesie, ed alle prose scarse d'idee, onde la scorza delle voci deve essere meno