Tempo estremamente rigido con vento grande, e nevistio continovo.
o A dì 19 detto giovedì.
Tutto quello, che agli occhi miei ha qualche specie di singolarità, tutti quelli che davanti a me si distinguono per qualche lato, sono soggetto delle mie riflessioni. Il nostro teatro è piccolo, ed io sono troppo poco sparso per aver comodo, e facilità d'incontrare assai soggetti simili di curiosa, ed innocente meditazione. Oggi con tale idea ho presa memoria di un nostro celebre avvocato nell'annessa carta
Cartiglio
Il primo avvocato che abbiamo nella nostra curia è Otavvio Landi allievo dell'avvocato Attilio Bruni uomo celebre negli anni scorsi, figlio di un padre che facendo il mercante
Glossa
borioso
di gioie fuggì dalle mani dei suoi creditori, e nipote di un facoltoso commerciante dei nostri vini. Allevato dalla madre, ch'era comoda, studiò la giurisprudenza, e per genio, e per vocazione divenne presto un accreditato legale.
prese a servire una Ferroni figlia del vecchio marchese Ubaldo maritata ad un Suares della Conca, nel quale svegliò in principio della gelosia, e di cui divenne in progresso amico sincero, sicché in morte senza prole consigliò la moglie a sposarsi con lui.
Egli la prese, e vive con essa da molti anni in ottima armonia con avere avute due sole femmine, la maggiore delle quali è culta, ed ha dell'estro grande per la poesia.
Né le figlie, né la madre sono belle, ma di buon aspetto. È il padre più di 10 anni minor di me.
Egli con tutto il comodo, e con tutto l'applauso esercita la sua professione, senza essersi mai curato d'impiegarsi.
Incoltissimi suoi consulti, che vanno in stampa, mostrano ch'è un legale profondo, ma non erudito, e che non avanza nell'estro gli altri suoi eguali, se gli sorpassa nell'abilità forense.
Vi è dietro a lui qualche altro avvocato di più genio, ma di meno credito assicurato, e generale; fra i procuratori vi sono pure dei soggetti di molto talento, e capacità, ma il ruolo ben scarso dei giudici non ha uomini di gran nome, e fuori di tre o quattro, gli altri sono sotto la mediocrità. Non ostante le cose vanno come possono andare perché la timidezza dei detti giudici non è facile a spogliare i privati dei gran possessi, ed i piccoli affari, purché sieno decisi, al pubblico è indifferente il come, né i giudici sono angeli.
Del resto il Landi non è un Daguesseau, perché l'Italia non apre agli avvocati il teatro, che aprivano i Parlamenti di Francia, e qua devono essere scolastici, forensi, sofisti, non oratori, eloquenti.
ecc. ecc. che potevano esserlo, e non lo furono appunto perché i nostri tribunali non lasciano aperto il campo al genio, all'entusiasmo, ed allo sfoggio di utile erudizione.
, e vorrei poter fare il simile di quanti attori recitano adesso sul teatro di Europa, non che su quello di Toscana.
Tempo simile con nevistio su' tetti, molto freddo, ed umido.