pensava, ed a mettere in ridicolo, chi ha tenuto questa sovranità [...] esser la sola, che da Dio unicamente dipendesse.
Non vorrei per questo ridicolizzare l'infelice monarca, ma vorrei tirare al morale il soggetto, e dire delle cose vere, che mai però saranno volentieri sentite. In fatti quanto i canonisti hanno scritte delle stramberie della grandezza del Papa, altretanto i pensionati dei monarchi, hanno stabiliti dei principi, che fanno ridere le persone di buon senso, e che non hanno appoggio né nella storia, né nella dottrina dell'ordine naturale. Luigi Capeto potrebbe ancora in detto dialogo far di se stesso la difesa con tutta ragione, mostrando, che fu la vittima dei vizi dei suoi maggiori, non dei propri certamente.Tempo nebbioso, e dolco.