Vorrei adunque che si facesse una buona raccolta di questi proverbi per comporre un codice paralello della sapienza della plebe antica, e moderna. Se il lavoro sarebbe cosa di schiena, non lascerebbe però di essere utile, e varrebbe meglio della fatica del poeta Pietro Porcio (o Pietro Placenzio), che fece un poema di 350 versi in circa
Glossa margine sinistro
Pugna porcorum.
, tessuti di parole, le quali tutte cominciavano per P e di Cristiano Pierio tedesco, che altro ne scrisse di circa 1.000 o 1.200 versi col titolo Cristus crucifixus nel quale tutte le voci principiavano dal C.
Tempo molto bello con affluenza di maschere.
ø. A dì 4 detto lunedì.
Glossa margine sinistro
Ved. il foglio annesso.
Cartiglio
Storia chelottiana. La storia di Giuseppe Chelotti, che fece molto fracasso per qualche tempo nel passato governo, merita di esser conservata. Il suo fratello maggiore, uomo onesto con famiglia, già settuagenario, ed abile sonatore di violino con famiglia vive con la pensione di aggregato alla Real Cappella. Detto Giuseppe è pur pensionato attualmente, e campa con una vecchia povera maremmana in un miserabile albergo in Firenze trito, e devoto.
Glossa
Morì poi a Siena circa due anni doppo.
La moglie segue una figlia musica disgraziata, che ha perduto la voce, e che conduce male attualmente la sua condotta del presente carnevale a Volterra con un fratello che pur canta. Un altro fratello fa il procuratore a Massa di Maremma, ed aiuta in parte suo padre. Una, o due ragazze ha pur detta donna alle sue spalle con una piccola pensione. Il terzo fratello, esiliato già per peculato, sta a Venezia cancelliere del consolato di Roma, senza troppa buona condotta. Ed il quarto è procaccia pur di Venezia, vedovo, e con famiglia, la quale conduce avanti non male. Ecco la grandezza, le cattozze, i cavalli, e tutte le altre apparenti fortune di questa famiglia, già caduta nel fango, doppo essere stata temuta, adulata, rispettata anche da dei nostri vili aristocratici, che conosco, ma che sprezzai sempre altiero di mia povertà, e di mia onestà, avanti, la quale vedo cade molte vittime o del mio modesto disprezzo, e del loro impensato orgoglio. Io non salutai mai questo Chelotti, se non una sol volta, trovandomi con un onesto, e timido curiale, e dalla di cui casa non passai mai, mentre era in auge, per non contrarre il nome di vile, o di spia. Ora lo compatisco, e lo saluterei senza rincrescimento, e rossore, se dovessi farlo senza affettazione. La piccola storia dei miei coetanei è un gran balocco per me, e quando gli trovo o senza maschera, perché caduti, o con la maschera perché saliti, come consiglier B... M..., il segretario A... P..., il canonico S... F... ecc. rido molto per i secondi, medito molto per i primi, e mi confermo nell'opinione che l'uomo onesto ha il disopra a tutto, che di rado la sorte è affatto contraria nel senso stretto a lui, e che la povertà per un terzo è originale, per due terzi procurata, e comprata con i vizi, con le dissipazioni, con le imprudenze, e con li sbagli giovenili, talmente che come l'astuto s'inalza, così il malvagio, il dissipatore, l'imprudente, montato in alto, se non sa bilanciarsi, è il primo a profondarsi più a basso del suo livello. Oh! Provvidenza eterna. Oh! Giudizio. Ch'epoca fu quella poco decorosa a Leopoldo, quando fu fondata la carica d'ispettore di polizia dettata da Chelotti, ed al nostro vilissimo paese!
Glossa margine sinistro
1777. Ved. p. 5101.
La combinazione mi ha fatte acquistare delle notizie sopra la schiatta chelozziana