in tutte le faccende umane. Circolo [...] d'inconvenienti.
Tempo pur freddo, e bello.
ø. A dì 24 detto venerdì.
Delle imposizioni. Nelle annesse osservazioni economico-politico-morali prometto qualche cosa sopra il soggetto delle imposizioni.
Glossa margine sinistro
Ved. l'appresso foglio.
In fatti ravvolgo in mente delle idee, e vorrei fare un bilancio degl'inconvenienti, e dell'utilità delle quattro specie di esse indicate in questo foglio. Bisognerebbe aver però una lista di tutte quelle, che sotto diverse denominazioni si sono esatte, o si esigono ovunque per riconoscere il primo loro fondamento, e per pesare l'oggetto, e l'importanza loro, la qual cosa senza studio, e fatica non si otterrebbe.
Glossa margine sinistro
1794. In quest'anno uscì con la data di Carmagnuola un'opera anonima che deve essere di sei tomi in 8° col titolo Delle gabelle la quale per quanta ne so tratta la materia esteramente, ama preferisce i tribunali sopra i consumi difende i finanzieri, e vuole delle cose, che non sono in natura ecc.
Cartiglio
Osservazioni economico-politico-morali. Facendo alcune riflessioni che adesso non rilevo sopra i vari metodi usati per imporre, mi è ricaduto fra le mani Le projet d'une dixme royale del maresciallo de Vauban 1708 in 8° di cui averò da parlare altra volta, e sono anche ricorso al Testament politique del medesimo 1708 in 8° volumi 2 e consultando la storia del tempo ho imparato nelle memorie segrete del duca di S. Simon (t. II suppl. p. 166 e segg.) che contemporaneamente studiavano il modo di sgravar la Francia oppressa dalle guerre sostenute da Luigi XIV il detto Vauban, e monsieur De Boisguillebert, che il secondo pubblicò alcuni opuscoli avanti l'altro, che Vauban perdette il favore del re, e che l'altro fu onorevolmente disgraziato, e punito. Tutta la storia è degna di riflessione molto seria per giudicare delle antiche disgrazie di questo regno.
Ma io trovo in detta Dexime royale p. 5 notato in margine, che "le détaile de la France" attribuito a Boisguillebert sia la cosa medesima del Testamento politico suddetto, e mi pare in conseguenza, che questi due opuscoli abbiano da prendersi assieme.
Comunque sia, considero per strane, che due galantuomini sieno stati martiri di una buona intenzione, leggo in ambedue delle riflessioni analoghe alle massime dei moderni economisti, e dei progetti nati doppo inutilmente e m'istruisco sempre più nella scienza economico-politica con piacere grande.
Facendo il finanziere per disgrazia penso a quelli oggetti, che non curavo quando esaminavo se un Ottone, o un Pescennio fosse falso, a qual città appartenesse una medaglia consunta col Minotauro, o con la colomba, se del marmo pario, o di Luni fosse una statua, e così mi occupo per rilevare il fondamento dell'odiosità pubblica del mio ufizio della Gabella dei Contratti, per fissare nel mio me qual sia più giusta la percezione fra le quattro originali 1. sopra gli stabili, o 4. sopra i consumi, o 3. sopra le [...]
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azioni, contratti ecc.
, o 2. sopra [...] gli uomini ecc. (testatico) per valutare gli elementi delle forze degli stati.
Il progetto di Vauban, dice Voltaire, era appreso per impraticabile, io non convengo punto con gli economisti, che tutto si abbia da tratte
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direttamente
dalla terra, perché tutto ricada direttamente o indirettamente sopra di lei, ma non mi persuado ancora, che con giustizia, ed eguità si tragga dai sudditi quanto è assolutamente dovuto allo Stato per la sua difesa, e per il salario che merita la potestà esecutiva, e giudiciaria, e vado indagando la più vera sorgente delle imposizioni, figurandomi, che ve ne abbia da essere una immancabilmente migliore delle altre, e meno soggetta a ragionevoli lagnanze.
Glossa margine sinistro
Ved. C 24 p. 5859.
Ma se si trovasse doverebbero debellarsi ancora i pregiudizi, gli usi, gl'interessi di cento, e cento persone mescolate in più ranghi alle percezioni di pratica, e si dovrebbe temere ancora... Sì; si dovrebbe temere la sorte di Vauban, e di Boisguillebert perché...