Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XX (1792)

Volume Ventesimo » p. 4699v

fulmine. Forse l'intenzione dell'autore canonizzata nell'epigrafe del libro, fu diversa, ma i quadri che presenta sono così disgustosi, le massime così empie, i discorsi cos'infami, che un uomo onesto non può soffrirne la lettura. L'opera è veramente mostruosa, benché ricca d'idee, e brillante, essendo guarnita di descrizioni maravigliose, e singolari, ma questo stesso ne fa il demerito. Nella mia Vita di Arlecchino mi sono piccato di distinguermi, ma ho sfuggito di cadere nelle taccie rimproverate giustamente a questo strano romanzo.

Le nuove sono che