Dice Patino a Spon in una lettera (CLX t. II p. 406) "Si panem et aquam habuero de felicitate cum ipso Iove certare paratus sum" ma (soggiunge) vi vuole ancora "la sanità, ed un poco di ozio per studiare, o per meditare la pazienza di Dio sopra i peccati degli uomini, e per considerare il trictrac del mondo attuale, ch'è tanto pazzo quanto sia stato mai". Perché non sono io sempre in questi sentimenti? Forse anche Patino scriveva così perch'era di buon umore, e perché non vedeva la possibilità di ridursi "ad panem, et aquam" solamente.
Il mondo attuale poi, benché un poco più pacifico di quello, che fosse alla metà del passato secolo, ha non ostante le sue tare, e molti non ne lasceranno buona opinione benché tanti predichino che noi siamo nel bel secolo della filosofia.Tempo turbato, poi pioggia per qualche tempo doppo l'un'ora della sera, ma quieta.