Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie I Volume I (1759)

I » Memoria della vita al 29 agosto 1759 » Terza sezione » p. 71

per i bisogni, ma per mantenermi sono spesso obbligato ad improntare di questi, ed i miei effetti non sono nel grado che desidererei. Spese superflue non ne ho mai fatte, e poco assai mi costano i miei piaceri. Sempre mi sono astenuto dal giuoco grosso, perché in esso sono disgraziato, e solamente ho giuocato a giuochi piccoli per passatempo, e per servire a gli altri. Unicamente ho speso il più in comprar libri, e posso assicurare che questa è stata la sola superfluità, ed il solo piacere che più mi costi. Non sono stato in grado di supplire agli altrui bisogni. Nel contrattare con alcuno, o nei conti dei manifattori non so stiracchiare alla giudaica. Più del denaro stimo la mia quiete.

Il tratto rozzo, ed indecente dice l'Eineccio che è una delle proprietà dei melancolici ("mores rustici, et indecori").

In vero sono spesso imbarazzato nell'abbordare alcuno, ma questo è un effetto di timidità. Non ho imparata alcuna delle arti cavalleresche, e ciò mi rende poco sciolto. Ho sempre avuto piacere alle ritiratezze, e per questo non ho acquistata quell'aria libera, gaia, ed avvenente che si acquista con la continova pratica di tutt'i ranghi di persone, e specialmente nel trattare il bel sesso, e quelli che sono da più di noi, o per ricchezze, o per impieghi